Paolo e Sophie, coppia da Padova, sono entrati nel mondo libertino per esplorare il lato bisex di lei. Dopo esperienze negative altrove, si sono sentiti a casa al nostro evento a Venezia, innamorandosi dell’atmosfera e della libertà.
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Les Fleurs du Mal Paolo, Sophie, come vi sentite quando pensate al vostro primo evento con noi? È stato quello a Venezia, giusto?
Paolo Sì, esatto. Era l’evento vicino al Ponte di Rialto. Credo che la parola giusta sia “incuriositi”. Eravamo un po’ nervosi inizialmente, non per il contesto ma perché non sapevamo cosa aspettarci in termini di atmosfera, di persone… Ma poi ci siamo sentiti a nostro agio quasi subito. È stata un’esperienza inaspettatamente fluida.
Sophie Io ero persino un po’ incredula all’inizio, ma in senso positivo. Mi aspettavo qualcosa di molto più rigido, quasi “codificato”. E invece quella sera ci siamo lasciati trasportare da una leggerezza che non avevo mai provato prima. È stato tutto così naturale.
Les Fleurs du Mal Avete menzionato che eravate nervosi, ma una volta entrati, cosa vi ha colpito di più? Ci sono stati momenti che vi hanno fatto dire “Ok, questo è il posto giusto per noi”?
Sophie Assolutamente sì. Per me è stato quando ho iniziato a parlare con una delle altre coppie. La conversazione è partita in modo così spontaneo, nessuna forzatura o momenti imbarazzanti. Ero abituata a contesti in cui c’era sempre un po’ di pressione, o almeno io la sentivo. Qui no, era tutto così rilassato.
Paolo Io invece direi che è stata l’atmosfera, in generale. Le luci soffuse, la musica che non era mai fuori luogo… Insomma, quel mix tra eleganza e comfort. Sai, quando riesci a essere te stesso senza sentirti come se dovessi dimostrare qualcosa. Ho pensato: “Ecco, finalmente possiamo viverci questo mondo come lo immaginavamo.”
Les Fleurs du Mal Avete avuto altre esperienze prima, ma non sempre positive. Cosa è stato diverso questa volta rispetto a quello che avevate provato prima?
Paolo Direi il tipo di persone. Una qualità totalmente diversa, sia nei modi che nelle intenzioni. Negli altri ambienti spesso c’era questa sensazione di… non so come descriverlo… un approccio troppo diretto, quasi invadente. Qui invece, c’era la sensazione che si potesse esplorare senza fretta, senza aspettative. È un dettaglio enorme.
Sophie Concordo. E poi, da donna, devo dire che mi sono sentita veramente rispettata. Non mi è mai capitato di avvertire quella dinamica in cui alcuni singoli sembrano quasi “cacciare”. Capisci cosa intendo? Ero libera di avvicinarmi o di allontanarmi senza nessun problema.
Les Fleurs du Mal Mi ha colpito quello che dicevi prima, Sophie, sulla leggerezza. È raro sentirla descrivere in questi contesti. Come si è tradotta quella sensazione per voi, magari durante la serata?
Sophie Beh, per me è stato come danzare sulla musica senza accorgermi del tempo che passava. Abbiamo iniziato semplicemente osservando, poi un sorriso qui, una chiacchiera lì… Anche quando si è arrivati al momento più intimo, non è stata una transizione forzata. È stato un fluire naturale.
Paolo Esatto. Abbiamo lasciato il controllo alle emozioni del momento, senza sentirci mai forzati. Anche le persone con cui abbiamo interagito erano così: rilassate, genuine. La verità? Non so se avrei mai trovato questa libertà altrove.
Les Fleurs du Mal E adesso, com’è cambiato il vostro approccio a questo mondo? Vi sentite diversi rispetto a quando avete iniziato?
Paolo Molto. Siamo più sicuri di cosa vogliamo e di come lo vogliamo vivere. Non sentiamo più il bisogno di frequentare posti solo per provare qualcosa. Ora sappiamo riconoscere il valore di una serata che ci arricchisce al di là del sesso.
Sophie Esatto. Credo che ora siamo meno concentrati sul “fare” e molto di più sul “sentire”. L’approccio è diventato una vera ricerca di connessione, e penso che Les Fleurs du Mal abbia avuto un ruolo importante in questo.
Les Fleurs du Mal È davvero bello sentire che la vostra esperienza vi ha portato un cambiamento così positivo. Se doveste scegliere un momento dalla vostra ultima serata con noi, uno solo, quale scegliereste?
Paolo Senza dubbio il momento in cui eravamo su quella terrazza affacciata sul canale, con il Ponte di Rialto illuminato di fronte a noi. C’era qualcosa di unico nell’aria, come se tutti fossimo parte di qualcosa di più grande, più intenso.
Sophie Per me, invece, è stato quando una ragazza che avevo notato durante la serata mi ha sfiorato la mano mentre parlavamo. Quel gesto ha detto più di mille parole. Era un invito, ma delicato, rispettoso. Quel tipo di connessione, per me, è impagabile.
Les Fleurs du Mal Grazie per aver condiviso queste emozioni e questi momenti con noi. È stato un piacere conoscere un po’ di più del vostro viaggio!